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Il sindaco: «A Bomporto abbiamo trovato tutti gli alloggi necessari»

li sfollati ospiti dei campi continuano a diminuire (91 quelli rimasti nel campo della Croce di Malta), le inagibilità anche, ma senza i dovuti chiarimenti sul piano casa la gestione post-terremoto sarà difficile. Senza contare le scuole: sono disponibili moduli in affitto, che tuttavia saranno pronti non prima della fine di ottobre. Questo il punto post-terremoto che riguarda Bomporto, i cui ospiti nel campo di accoglienza passano da 200 a 100 persone, mentre gli sfollati toccano quota 400. Sul fronte agibilità, invece, le case con inagibilità B (lieve), sono 46 per un totale di 146 persone. Quelle C invece sono 5, per 13 persone. Le E (gravemente inagibili) sono 86, per 230 persone, mentre le inagibilità indotte da altri edifici pericolanti (F) sono 4, per 15 persone.

«Il totale è di 403 persone – spiega il sindaco Alberto Borghi – ma già 38 sono rientrate nelle proprie abitazioni a seguito di riparazioni. Per le agibilità, invece, su 1100 segnalazioni, ne abbiamo riscontrato più 700». Numeri a parte, quello che conta è che l’inverno è alle porte e gli sfollati dovranno tornare ad abitare sotto un tetto. Il Comune ha già individuato 200 appartamenti sfitti. Ma nulla può partire se la Regione non fornisce chiarimenti sul piano casa. I quesiti sono sostanzialmente tre: in primo luogo se un cittadino aveva deciso di usufruire del contributo di autonoma sistemazione e ora vuole usufruire dell’alloggio, può farlo? E ancora: se un cittadino terremotato ha una seconda casa in un paese lontano, cosa succede? E terzo: se il proprietario della casa sfitta accetta di metterla a disposizione, ma al momento della stipula del contratto rifiuta perché non gradisce il futuro inquilino, cosa accade? Una volta chiarito ciò il Comune procederà proponendo ai proprietari il range dell’affitto concordato, prezzo che varia in funzione di valore, dimensione e servizi; ad esempio a Bomporto un appartamento di circa 90 metri quadrati varia da un minimo di 450 euro ad un massimo di 650.

«Il problema tuttavia – aggiunge Borghi – è che i contratti avranno durata di 18 mesi, legati alla riparazione della casa. Ma chi era ad esempio in comodato gratuito alla fine dei 18 mesi dove andrà? Credo che a questa domanda bisognerà rispondere con un piano di edilizia popolare. Pensiamo tuttavia di riuscire, entro settembre, a portare tutti fuori dalle tendopoli».

Diversa è la gestione per quanto riguarda le scuole lesionate, frequentate da quasi 400 alunni. Bomporto ha a disposizione i moduli temporanei in affitto, ma il 17 settembre (giorno di apertura ufficiale) non saranno pronti, anzi forse tutto slitterà ad fine ottobre. «Abbiamo individuato altri spazi – spiega Borghi – la scuola media di Bomporto, Sorbara, Bastiglia, la biblioteca e il circolo Arci di Bomporto. Per il primo mese stiamo valutando di farci carico come amministrazione delle spese di trasporto, ma per i mesi successivi forse ci troveremo costretti a chiedere la contribuzione dei genitori».

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