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Da Modena al Quirinale: il Balsamico Tradizionale celebra l’Unità d’Italia

aceto_balsamicoNessun prodotto più del Balsamico Tradizionale rappresenta un omaggio alla storia italiana e alla sapienza popolare. Per questo la Consorteria ha scelto un augurio speciale per il Quirinale, inviando in anteprima a Giorgio Napolitano una bottiglietta di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, pensata appositamente per celebrare i 150 dall’Unità d’Italia. La tradizionale bottiglietta di Giugiaro da 100 ml in questa versione “patriottica” è fasciata con il tricolore e da marzo 2011 sarà in vendita presso la sede del Museo e della Consorteria del Balsamico Tradizionale, a Spilamberto in via Roncati 28.

“Un grande prodotto celebra una grande nazione: in occasione dei 150 dall’Unità d’Italia anche il Balsamico Tradizionale si ammanta del tricolore – sottolinea Luca Gozzoli, Gran Maestro della Consorteria –. La Consorteria ha voluto rendere omaggio a un anniversario importante per il paese ed esprimere anche un augurio per il futuro: la tradizione è uno strumento importante di consapevolezza della nostra identità sociale”.

Una curiosità: la nascita “ufficiale” dello stato italiano e quella del Balsamico Tradizionale sono quasi contemporanee. Infatti, sebbene il prodotto abbia origini ben più remote, è l’avvocato Francesco Aggazzotti a fare chiarezza su che cosa si dovesse intendere per Balsamico quando, nel 1862, confermò l’utilizzo esclusivo di mosto cotto, in seguito maturato e invecchiato in una batteria di botticelle. L’aggettivo balsamico era comparso per la prima volta soltanto nel 1747, in un inventario delle cantine estensi. La mancanza di documentazione antica al riguardo è probabilmente da imputarsi al fatto che la produzione del Balsamico aveva un carattere del tutto privato: la famiglia destinava il prezioso condimento alla propria mensa o a doni esclusivi.

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